Fast Century

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Info:
Produced by: HitBit Records & The Shadow Line
Executive Producers: Danilo Silvestri and Daniele Scaramella
Engineered & Mixed by: Danilo Silvestri and Daniele Scaramella
Editing Assistant: Marco Resovaglio
Arranged by: The Shadow Line
Recorded and Mixed at: GreenMountainAudio at Rome, from May to August 2008
Mastered by: Carl Staff at SaffMastering – Chicago (IL) in September 2008

All tracks written by: Daniele Giannini (lyrics) and The Shadow Line (music) except a sample included in “The Crash” from “My Little Brother” written by Art Brut

The Shadow Line are:
Daniele Giannini – Vocals/Guitar
Francesco Sciarrone – Guitars/Keyboards
Alessia Casonato – Bass / Backing Vocals
Francesco Stefanini – Drums

Additionals:
Additional Backing Vocals: Danilo Silvestri, Daniele Scaramella, Emanuele Sterbini
Guitars on “Stoned”: Emanuele Sterbini
Additional Percussions: Danilo Silvestri and Daniele Scaramella

Art Direction and Design: Francesco Sciarrone

Photography: Daniele Bianchi

All tracks published by HitBit Records – Lyrics by kind permission

 

Press about Fast Century

“…sono una ventata di aria fresca in una scena musicale indipendente sclerotizzata, fatta di (improbabili) fenomeni inglesi […] Ottimo debutto discografico per questa band nella scena indipendente italiana, che non rimanga inascoltato…”

Susanna Motta – Raro! APR 09

“…una band di Roma che ha saputo staccarsi dal cliché e ha dimostrato una personalità tutta sua, dal sapore vintage…”

Luca Frazzi – Rumore MAR 09

“…immaginatevi una versione più upbeat degli Editors e non sarete lontani dalle sonorità proposte dal quartetto romano. Fast Century scorre gradevole fra armonie vocali ed energiche trame musicali, mettendo in fila undici episodi sospesi tra citazionismo e promettenti evoluzioni…”

Alessandro Bonetti – Rockerilla FEB 09

“…le intenzioni sono oneste e lo dimostra la classe con cui citano i primi Bloc Party (l’opener Untitled, vera perla del disco), e poi nel panorama musicale della Capitale – avvezzo a ben altri suoni – sono la vera cattedrale nel deserto…”

Barbara Tomasino – Rumore MAG 09

“…Ogni brano dell’album, infatti, concentra linee melodiche fruibili e fiere[…]un sound persuasivo ed unico, tanto da far pregare il cielo perché questa band venga accolta nell’Olimpo mondiale della musica, perché le doti ci sono tutte.”

Ilaria Ribecchi – Indie Zone

“…gli Shadow Line ci mettono ritornelli da killer song, melodie ad alto tasso di memorizzazione, una voce piacevole e sfumature vintage, anni 80…”

Andrea Borraccino – Rockit APR 09

“…Fanno tutto per bene i capitolini Shadow Line per questo loro debutto. Del resto, gli anni spesi a suonare, dal vivo di apertura a tanti bei nomi (inter)nazionali e in studio per realizzare un pugno di demo, hanno senz’altro affinato l’intesa e la capacità del quartetto. […]Le ritmiche funkeggianti di “One Shot Hit”, il nervoso post-punk di “Erasing Mind”, “Stoned” e la conclusiva “God Save My Soul” dimostrano come a Daniele Giannini e soci non manchino le idee interessanti e gli spunti degni di nota…”

Aurelio Pasini – Fuori dal Mucchio MAG 09

“…melodie orecchiabili e mai banali che girano nella stanza prima di imprimersi indelebilmente nella memoria, la sezione ritmica che non lascia spazio alla noia, le chitarre che non si accontentano di un riff a canzone e che fanno a spallate con l’ottima voce per ritagliarsi un ruolo da protagonista, appartengono agli Shadow Line e a loro solamente…”

Valerio Minelli – Losing Today

“…Niente caricature o imitazioni, – The Shadow Line hanno solo raffinato i loro impeti musicali, – il risultato è una naturale attitudine per beat dance accattivanti, l’ottimo cantato di lui, e secchi accordi di chitarra, – il tutto confezionato in un art rock energico e conciso, – qualcosa di geniale, che mi fa dire che è ancora più difficile di prima voltar loro ora le spalle…”

Paolo Miceli – Inkoma

“…la bontà delle linee melodiche sia della voce che della chitarra, e l’impressione generale che questi ragazzi non siano degli italioti che vogliono scimmiottare le mode internazionali, ma che invece si trovino perfettamente a proprio agio con questo tipo di proposta, riuscendo quindi a realizzarla con un minimo di gusto…”

Stefano Bartolotta – Indie Rock

“…ficcante scrittura pop dal gusto molto contemporaneo, a base di ritornelli spesso uncinanti e di un chitarrismo wave nervoso e ben sagomato. […]le canzoni ci sono e il tiro non manca e questo è senz’altro un punto di partenza significativo…”

Francesco Giordani – Ondarock

“…questo bel dischetto che raccoglie il meglio di cinque ep autoprodotti pubblicati tra il 2003 ed il 2007. Musica che strizza l’occhio senza timore all’Inghilterra recente, comodamente adagiata su quel letto che parte dal brit-pop e arriva inesorabilmente all’indie degli anni ’00. […] il tutto è stato composto, arrangiato ed eseguito con perizia, intelligenza e una sana dose di funny-attitude…”

Fabio Codias – Storia della Musica

“…questo lavoro “Fast Century” è un ovvia conferma. Non mi sbagliavo affatto, provo soddisfazione sfacciata nel sentire i loro pezzi dritti e potenti. Consacrati nell’indipendente italiano hanno già dato dimostrazione delle loro potenzialità. “Fast Century” gira che è una bellezza, dopo pochi secondi alzo il volume a cannone, lo meritano. Troppa grazia buttata al vento…”

Riccardo Merolli – Rockambula

“…Se gli Shadow Line fossero nati in Inghilterra saremmo un po’ tutti a guardarli con attenzione ben diversa da quella che generalmente offriamo al disco d’esordio di una band italiana […]il disco d’esordio del gruppo romano è un concentrato di svariati più che potenziali singoli. Tutti gli undici brani sono la dimostrazione di una band fertile e divertente…”

Giorgio Gregato – Troublezine

“…Una miscela di dance pop molto accattivante, ben studiata su frenetici ritmi in levare e melodie orecchiabili. […] Fast Century” è un disco che non sfigura vicino a nomi come Maximo Park e Hot Hot Heat, un album che risponde ai moderni canoni del rock pop disimpegnato ma con un appeal che non ha niente da invidiare alle band internazionali…”

KDCobain

“…i pezzi […] centrano più o meno sempre il bersaglio: una ascolto disinvolto, magari di sottofondo, battendo le dita sulla scrivania, emulando le frasi di batteria o canticchiando i ritornelli…”

Michele Baldini – Indie Eye

“…”Fast Century”, degli Shadow Line, band di Roma è un concentrato di canzoni, tutte potenziali hit, che coprono idealmente le tante sfaccettature della musica indie, da un atteggiamento più garage punk con canzoni dal finale pestato e rhodes ad un debole per la new wave anni ‘80 […]ed è un piacere trovare una band che di base si ispira al movimento indie rock inglese […] ma che propone un lavoro eclettico, con spessore e personalità, composto da brani tutti ottimamente scritti e realizzati…”

Debaser

“…un fresco indie-rock, a tratti curiosamente retro, contaminato da influenze garage e new wave che renderebbero gli Shadow Line più che credibili anche in un mercato d’oltremanica in cui questi suoni la fanno da padrone. […]Decisamente un’ottima prova quella degli Shadow Line, una delle band simbolo della nuova scena indie italiana, che ad ogni pubblicazione dimostra di evolversi toccando universi sonori sempre nuovi e multiformi, come solo i grandi gruppi rock sanno fare…”

Maurizio Baldassarre – Artists and Bands

“…la incredibile capacità di questo gruppo di fondere più stili sradicando ogni tipo di genere musicale. Lo si può chiamare indie rock, o meglio un idie rock new age con spruzzi arty e robotic, con incalzanti ritmi dance contorniati da una poderosa venatura pop che li rende inconfondibilmente unici e mai banali. […]Un album ricco che sponsorizza un altro tipo di rock, un rock meno “snob” che non si tira indietro di fronte alle notevoli differenze di altri generi musicali, ma si integra con essi…facendone degli irremovibili punti di forza…”

Federica Rondini – Voci Alternative

“…Riff più catchy, easy listenings songs ma con una grande personalità e maturità a tutti gli effetti: nelle linee vocali, nell’arrangiamento, nella ricerca di suoni robotici ma assolutamente frenetici e incalzanti. Ottimo il lavoro dei The Shadow Line, che denota un salto di qualità non indifferente. Da qualche parte tra Franz Ferdinand e Marion, ma con stile…”

Linda Giacomello – La Scena

“…Gli intenti concettuali sono encomiabili. […] Le qualità tecniche e di composizione non hanno nulla da invidiare al secondo disco dei Bloc Party o ad uno qualsiasi dei Kaiser Chiefs o dei Babyshambles. Chi è fan accanito – direi quasi assatanato – di tali suoni ha trovato i suoi nuovi eroi…”

Giampaolo Cristofaro – Audiodrome

“…La musica degli Shadow Line si concretizza nel connubio tra vari generi: partendo da una base brit-rock, genere a cui il gruppo è tendente da sempre, si arriva a sonorità che oscillano tra l’indie-rock, la new wave e ritmi pop e dance, per giungere ad un sound affatto pesante, principalmente allegro e che riesce a dare una buona scossa adrenalinica a chi lo “subisce”. […] Quello che voglio dire è che non si può etichettare gli Shadow Line con aggettivi quali “banali” e “modaioli” solo perché suonano un genere che oggi va di moda…”

Davide Armento – Onda Alternativa

“…il disco è nel complesso coeso, scivola via piacevolmente e fa ondeggiare la testa di gusto. Se l’obiettivo era creare della musica da easy-listening, con ritornelli da canticchiare sotto la doccia o ritmi incalzanti da ballare sicuramente i nostri hanno fatto centro…”

Marco Pagliericcio – Kathodik

“…La tendenza generale è quella di manipolare con disinvoltura stili e orientamenti di diversa ispirazione musicale […]E sono proprio queste ultime a mitigare il tutto in un atmosfera di “educato rock & roll”, dal sapore inevitabilmente vintage. Perché vintage è forse l’etichetta che forse più si addice a questo tipo di lavoro…”

Francesco Micucci – Extra! Music Magazine

“…I brani si rincorrono intorno a chitarre ibride, lasciate libere di esprimersi al meglio e senza alcuna tecnica particolare, irregolari e grezze, […] gli Shadow Line si impegnano a creare introno ai brani piccoli sfarzi arrangistici, coniati semplicemente aggiungendo spruzzate sonore di keyboard o giocando con gli effetti di chitarra elettrica; nel disco non potevano mancare i richiami al garage e ovviamente alla new wave, generi ben mischiati tra loro e omaggiati splendidamente[…] Un buon disco questo Fast Century, terremo d’occhio il futuro di questa band romana…”

Vito Sartor – Mescalina

“… La sostanza del suono promosso dalla band capitolina non cambia, ma si stabilizza, diventando ancora più convincente. L’abbondante dose di buon pop rock melodico funziona come sempre, ma alza il livello delle sue prestazioni, raggiungendo pienezza e compattezza del suono, cavalcando ottime composizioni liriche e furbette citazioni. Tra ritmiche spezzate accese e vibranti che sfiorano le tentazioni ‘dance’ dei Bloc Party, gli Shadow Line, sembrano essersi spinti verso una propria ricerca stilistica, per consolidare la loro identità come band e la riconoscibilità del proprio sound…”

Manuela Contino – Beautiful Freaks

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